Dato che sms ed e-mail fanno parte ormai della vita di tutti i giorni, almeno per noi europei, perché non tassare queste diffusissime forme di comunicazione? Il motivo di tanto zelo per spremere, per l'ennesima volta, i cittadini è quello di finanziare le casse dell'Unione Europea. Chi ha avuto questa brillante idea? Un politico, of course, questa volta un francese: l'eurodeputato Alain Lamassoure, del partito popolare. Come si i cittadini non fossero già abbastatanza tartassati. Certo che il ragionamento dell'eurodeputato non fa una piega e in fondo si tratta soltanto di noccioline per consumatori: basterebbero 1,5 centesimi su ogni SMS inviato e 0,00001 centesimo per ogni email spedita. Ma non si rende conto Lamassoure che se andasse in porto la sua iniziativo questa tassa porterebbe a un aumento piuttosto consistente, di costi già elevatissimi? Ma la vera chicca è un'altra: la tassa su ogni e-mail, un vera prima assoluta. E come se non bastasse questa tassa porterebbe a una revisione all'insù, anno dopo anno. Altro che manna, questa è una persecuzione! Senza contare gli eventuali problemi di "sovranità" nella riscossione della tassa: se un SMS viene spedito e ricevuto in un paese, la tassa verrebbe incamerata da quel paese. Se l'sms è invece diretto ad un utente di un altro paese europeo, la tassa andrebbe all'Unione stessa. L'assioma su cui si basa il ragionamento del parlamentare francese è semplice: siccome l'Unione ha prodotto benefici per tutti, tassare questi servizi significa finanziare la Ue, a tutto vantaggio dei cittadini". Mes compliments, Monsieur Lamassoure, continuez comme cela!





