Caccia all'uomo, ma in versione telematica. Un tipico caso di "Internet Hunting" come lo chiama l'International Herald Tribune che ha raccontato la strana storia in prima pagina. In realtà la vicenda prende origine da una banalissima storia di corna: in Cina un marito tradito si rivolge a internet per punire gli adulteri, ma invece di riceverne appoggio morale e consolazione la gente dalla rete organizza un'incredibile caccia all'uomo, vera però. Una storia che ci ricorda forse altri tempi, quelli del delitto d'onore tanto per capire. Il "cornuto" di turno si nasconde dietro uno pseudonimo ma non esita invece a a rivelare il nome del rivale e tutti i dettagli di questa torbida vicenda amorosa. E a questo punto succede il finimondo, grazie alla rete. La comunità reagisce via internet pubblicando l'indirizzo esatto del ragazzo, l'università dove studia, c'è addirittura qualcuno che si spinge fino a fornire un identikit del giovane "peccatore". Insomma siamo in una moderna storia di caccia alle streghe. Un'ondata d'indignazione si sfoga in rete suggerendo il castigo da applicare al giovane studente dal comportamento troppo disinvolto: il colpevole andrebbe messo in gabbia e buttato nel fiume. La faccenda diventa surreale quando il padre del poveretto, preoccupato per la sorte del figliuolo accetta di parlare con i giornalisti. Ma non è tutto, la storia si gonfia al punto tale che il diretto interessato decide di passare al contrattacco registrando un breve video da diffondere in rete. Il contenuto è ovvio: non è vero niente, questa storia di corna è falsa e altre amenità pur di scrollarsi di dosso l'ira della popolazione. Niente da fare, il furore del popolo continua e c'è chi appprofitta dell'occasione per appoggiare il governo nel suo atteggiamento favorevole alla censura su internet. Purtroppo tutto questo non è fiction è realtà. Triste realtà





