È incontenibile Rosa Bossi nell'intervista sul Giornale. Una confessione appassionata della sua vita, un susseguirsi di lodi sperticate al figlio presidente del consiglio e una sola critica: troppe donne nude nelle trasmissioni delle reti Mediaset. Per uno che si paragona a Gesù bambino non è roba da poco. 
Ma veniamo al dunque, giusto per chi non ne avesse una copia sotto mano.
Il giornalista entra in casa della signora Rosa e vede subito una Madonna con Bambino scolpita da Alceo Dossena nel 1936. Mica un anno a caso. «È l'anno in cui nacque Silvio. Mio figlio me lo donò per il mio 80esimo compleanno. «Vedi, mamma, il bambinello che ti porge la rosellina sono io, mentre tu sei la Madonnina».
Secondo lei quanti sono in percentuale gli italiani che lo detestano? le chiede a un certo punto il giornalista. «Cinquanta e cinquanta» Perchè? «Forse perché è ricco. Ma cosa si gode della sua sudata ricchezza? Niente, proprio niente. Lo stipendio da premier lo dà in beneficenza, ha abbellito a sue spese Palazzo Chigi... Lavora come un dannato dalla mattina alla sera e in cambio riceve solo insulti. S'è fatto amici tutti gli statisti, oggi l'Italia è rispettata nel mondo. I comunisti lo odiano perché gli ha impedito di prendere il potere. Lo vorrebbero morto o in galera».
Sull'infanzia: «La maestra mi diceva: "L'è pussè bravo lù de mi"». Solo che poco dopo racconta dei primi lavoretti del giovane Silvio. «Vendeva elettrodomestici. Una vigilia di Natale portò sulle spalle un frigorifero Ignis a una signora. Salito al quinto piano, s'accorse d'aver sbagliato scala e dovette rifare il percorso. Tornò a casa tutto stravolto».

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