Aspiranti geishe di tutto il mondo, unitevi. Se volete scoprire i segreti di uno dei pilastri culturali del Giappone basta un mouse, una connessione internet e visitare il blog di una ragazza che si vuole dedicare alla nobile professione. Perché è proprio in rete che si può leggere il diario online di questa "maiko", un'apprendista geisha diciottenne di nome Ichimame, che da un anno - dopo aver chiesto il permesso della "sua casa da tè" - ha svelato i riti di una professione tra le più difficili da esercitare per il suo lunghissimo apprendistato. Il tirocinio di una geisha prevede anni di studio con materie che spaziano dalla musica al teatro, dal trucco alla poesia e ai più vari argomenti di conversazione. Insomma, tutta roba tosta. Anche perché alla più raffinata compagna femminile non si perdona nessuna lacuna culturale. Altro che veline, letterine o paroline di televisiva memoria. E poi visitare il sito (meglio se in possesso di una qualche nozione di lingua giapponese) è una buona occasione per scrollarsi di dosso i vecchi stereotipi che circolano sul tema: geisha significa 'artista' e non prostituta di alto bordo (oiran) e la differenza è qualitativa e inizia dal modo di portare l'obi (la cintura del kimono che viene stretta di dietro invece che davanti come per la categoria delle cortigiane. Alla stranezza dell'iniziativa si aggiunge anche un successo di pubblico da fare invidia ai vari Beppe Grillo di turno. In poco tempo il sito di Ichimame è diventato in meta di pelegrinaggio con 10mila visite al giorno. Ma non solo. Il sito ha fatto addirittura proseliti: un'adolescente della prefettura centroccidentale di Ishikawa, si è entusiasmata alla lettura del blog e ha deciso di farne la sua professione, con il nome d'arte di Ichiteru.






