martedì, 27 marzo 2007

Il girone dei pornofrati

Sono passati appena due giorni dalle ultime esternazioni di Papa Ratzinger, che - nella sua veste di vescovo di Roma, alla chiesa di Santa Felicita e Figli Martiri della borgata romana di Fidene - ha ricordato urbi et orbi a fedeli e non fedeli che l'Inferno non solo esiste ma è anche eterno.

Padre Fedele BiscegliaNon è dato sapere se ci siano connessioni (perlomeno ultraterrene) tra le dichiarazioni di Benedetto XVI e il fatto che sia comparso, tra gli atti dell'inchiesta che vede imputato Padre Fedele Bisceglia per violenza sessuale nei confronti di una suora, un filmino porno amatoriale intitolato "Il diavolo in convento". Protagonista presunto del video sarebbe proprio il frate cappuccino. Il sostituto procuratore di Cosenza, Claudio Curreli, avrebbe confermato le accuse ai giudici del Tribunale della libertà di Catanzaro. Insieme al padre è coinvolto il segretario Antonio Gaudio. Il frate cosentino era divenuto famoso per la redenzione mediatica della pornodiva Luana Borgia (quest'anno di nuovo al lavoro al Mi-Sex, la fiera dell'erotismo di Milano), prima di essere coinvolto in quella brutta storia di stupro. 

Padre Fedele e il suo segretario si difendono e giustificano la presenza del video hard nel computer del convento dicendo di averlo scaricato dal web. Ma la compatibilità di entrambi con la figura maschile protagonista porterebbe a pensare piuttosto a un video girato proprio nel convento. Nel filmino si vedrebbe una donna che indossa un saio nero e delle calze corte. Se anche il frate dovesse sfuggire alla giustizia terrena, non riuscirebbe a farla franca in un quadro di giustizia più ampio, quella divina. Perché l'inferno esiste ed è eterno.

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martedì, 27 marzo 2007
Da Potenza a Milano. E certo! Dove poteva approdare, se non all'ombra della madunina, il troncone di Vallettopoli che presto ribattezzeranno Cocainopoli? Nuvole di borotalco nel privato dei privee o sui terrazzi degli attici in centro: dietro alla polvere, le solite sgallettate da calendario. La Lessa, la Fabiani, la Lodo più un ex tronista e il solito giovaneimprenditoredelramotessile: tutti davanti al pm Frank Di Maio (anche lui anglo-qualcosa?) a un passo dal Duomo - fortunati loro, altro che trasferte potentine.

Ma a stuzzicare la mia curiosità, lo confesso, è un altro nome. Pietro Tavallini, "ventiquattrenne milanese considerato il fornitore di coca" delle suddette sgallettate. Figlio della Milano bene, ed erede di quella da bere, si presenta a Palazzo di giustizia accompagnato da papà. Povera stella. A vederlo così sembra uno sparuto ragazzino. Eppure fino a ieri faceva lo splendido nelle discoteche "in" della città e vantava conoscenti di livello, tipo Barbara Berlusconi.

'Sto popo di personaggio è ben descritto da Piero Colaprico, cronista di razza e scrittore di gialli e noir ambientati a Milano: "Milano è così, ci si incontra, ci si scorda, si riesce a campare alla grande non sapendo che cosa si fa - scrive su la Repubblica, il suo giornale-. Come il Pietro Tavallini, che sembra l'erede della "Milano da bere" e, stando ai magistrati, "è ben inserito nel mondo dello spettacolo, della moda e dello sport, dei protagonisti della cosiddetta "Milano by night", non per particolari attitudini o ruoli lavorativi, ma per conoscenza diretta di persone che ne fanno parte, soprattutto appartenenti a famiglie della cosiddetta "Milano bene"". Milano bene? Quella di un tempo, se c'era, chissà dove s'è nascosta (da anni). E quella di adesso non è certo composta da Silvia Abbate, detta Paris Hilton, o dal servizievole Tavallini, che dev'essere uno anche simpatico, visto che Fernanda Lessa, dopo alcuni interrogatori in cui ha capito che spira pessima aria, gli dice: "Ti porterò una tortina con la lima". Sciapò. 


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domenica, 25 marzo 2007

La faccenda si fa pesante. Manco il tempo di metabolizzare l'affaire-Sircana che spunta fuori un altro (presunto) capitoletto di Scandalopoli. Stavolta ci sarebbe addirittura un video. Roba forte, molto più forte delle foto vedo-non-vedo rubate in una sera d'estate. La ricetta è più o meno la stessa, il prurito è assicurato: tre belle sventole, uno yacht che dondola al largo di Capri, "un trans, un ricco americano, un napoletano che si faceva chiamare l'Ingegnere" e poi il pezzo forte. Il politico.

Questi sono fatti, mica miciomiciobaubau. Li ha raccontati una delle tre sventole di cui sopra al Corriere della Sera. E ha raccontato pure che ovviamente a bordo giravano ostriche, champagne, musica e coca (figuriamoci se...). Sul giornale ci sono le iniziali della signorina e pure una specie di indovinello. Io ho capito di chi si tratta, due più due fa sempre quattro.

Il problema però non è lei (L.V.) quanto l'altro. Quello che rischia davvero grosso. Dopo il portavoce di Prodi (e del governo) che conversa con un trans, questo Paese non reggerebbe un'altra batosta del genere. Non per il fatto in sé (visto che anche in questo caso in molti direbbero: saranno pure fatti suoi!) quanto per il fatto che a un certo punto quest'uomo avrà un nome, un cognome e un colore. E lì c'è poco da fare i tolleranti. Farà effetto. Ma il "dalli al politico" è ufficialmente in corso. Pronostico: si arriverà in basso, sempre più in basso. Grazie dottor Woodcock!

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giovedì, 15 marzo 2007

Nella azienda pubblica ci sarebbero almeno 50-60 tra conduttori, giornalisti e autori che costano più di 250 mila euro, limite fissato dalla Finanziaria. E ora come si fa?

Questa Finanziaria sta facendo dormire sonni molto agitati dalle parti di viale Mazzini. Dopo la bagarre sollevata dal festival di Sanremo e la polemica degli ingaggi esorbitanti degli ospiti stranieri ( solo per Penelope Cruz è stato staccato un assegno di 350.000 euro) ora la questione spinosa riguarda gli ingaggi dei cavalli di Razza della Rai.

Si perché se è vero che il limite fissato dalla Finanziaria  per i contratti del settore pubblico è di 250 mila euro almeno 50-60 big, tra conduttori, giornalisti e registi,  sarebbero decisamente “ over size” . E   parliamo di pilastri come Simona Ventura, Enzo Biagi ( il cui ritorno è atteso per la primavera, dopo l’esilio forzato berlusconiano), Piero angela Bruno Vespa.  Che per condurre  l’Isola dei Famosi, Quelli che il calcio o Porta a Porta guadagnano  cifre esorbitanti. E noi che fino a oggi avevamo sempre e solo sparato a zero sugli ingaggi di calciatori e modelle...

Cero sarebbe una bella mazzata  per l’azienda pubblica perdere in un sol colpo le proprie galline dalle uova d’oro. Anche perché, replica  il direttore generale Cappon, è vero che questi big costano, ma è anche vero che garantiscono a loro volta un ritorno in termini di audience, pubblicità e quindi soldi. In pratica, si difendono in Rai, sarebbero soldi spesi bene, che escono dal portone per rientrare dalla finestra. Con una sola differenza: che quelli che escono dalla porta sono anche dei contribuenti, mentre quelli che rientrano sono solo di mamma Rai.  O no?

Quali i scenari futuri? Che i suddetti personaggi rinuncino ai loro ingaggi milionari,  pare improbabile. Che inizi una migrazione lenta e inesorabile verso le televisioni private, più plausibile.  In mezzo a tutto, una sola certezza: si è  finalmente capito ( con buona pace di Striscia la Notizia) il motivo del continuo fregarsi le mani di Vespa….

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mercoledì, 14 marzo 2007

Sindrome da egocentrismo spinto. Altrimenti cos'altro potrebbe spingere il candidato sindaco della CdL al Comune di Lecce a presentarsi in mutande sulla home page del blog appena aperto in vista delle prossime elezioni amministrative?

Paolo Perrone, in barba a qualsiasi pudore, è andato oltre. Ha messo nero su bianco, pixel dopo pixel, le misure del suo fisichétto da quarantenne in carriera (né troppo tirato né troppo flaccido per la sua età).

Viste le premesse, non ci sentiamo di escludere che prima o dopo sulle stesse pagine verranno pubblicati, nell'ordine: i risultati dell'ultimo emocromo (puliti dentro belli fuori), le foto dell'ultimo Natale in famiglia (il politico tutto casa, chiesa e Parlamento non tramonta mai), la fotocopia del Diploma di Laurea alla Bocconi (col massimo dei voti, mais oui).

Campagne elettorali a suon di autostrade, parcheggi e più lavoro per tutti? Vecchiume da prima repubblica. Ora conta lo slip, meglio se sgambato.

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mercoledì, 14 marzo 2007
Tutta colpa del Valencia. Almeno questo dice la sentenza della Uefa sulla maxi rissa in Champions. Sette mesi di squalifica a David Navarro (quel codardone che ha dato un cazzotto in faccia a Burdisso e poi è scappato negli spogliatoi). Sei giornate agli interisti Maicon (uno di quelli che lo ha inseguito per rendergli il favore) e Burdisso (cornuto e mazziato). Quattro turni a Marchena (che poi è quello che ha cominciato tutto).
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martedì, 13 marzo 2007
Tutto il mondo è paese. Che sia una manifestazione gaia sotto il sole di Roma o una proposta buttata lì tra la collina e il mare di Genova il risultato non cambia. Gli uomini di chiesa inorridiscono, i politici si cospargono il capo di cenere e fanno marcia indietro. Senza dare troppo nell'occhio, questo è chiaro.

Del resto che ne facciamo delle mignotte? è una domanda per tutte le stagioni: stuzzica fantasie inconfessabili, non guarda in faccia (e in tasca) nessuno e soprattutto costringe gli avversari a scoprire le carte. Deve aver pensato a questo Enrico Musso, candidato sindaco della CdL a Genova.

Un Palazzo dell'Amore, un posto riservato al piacere (con un indirizzo e un numero civico). Scritto in politichese: un'area per la prostituzione legalizzata che tolga le lucciole dalla strada. Non l'avesse mai detto! I cattolici della coalizione gli si sono rivoltati contro (Ma come! Proprio ora che abbiamo dato al Vaticano un segretario di Stato, un presidente Cei e un arcivescovo a Milano). Il suo avversario, la diessina Marta Vincenzi, ha approfittato dell'occasione per sentenziare: "Musso ha finalmente gettato la maschera e dimostrato la vera faccia della destra". An e Lega sono d'accordo.

Tutto il mondo è paese, appunto.
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