giovedì, 28 settembre 2006
Domani Silvio Berlusconi compie 70 anni. Proprio così, settanta. Sebbene sapienti lifting, miracoli tricologici, trucchi fotografici, cantate in compagnia e sorprese danzanti ai compleanni della moglie Veronica lo facciano apparire più giovane e pimpante dell'anagrafica, il Cavaliere si troverà davanti un vero esercito di candeline da spegnere (ma magari, dopo l'exploit estivo del vulcano, per il difficile compito si è attrezzato con una versione portatile delle cascate di Iguassu).

Settant'anni decisamente ben spesi, quelli di Berlusconi, che ha costruito città, fondato un impero televisivo-pubblicitario, guidato grandi magazzini e assicurazioni, presieduto una squadra di calcio trionfante, accumulato un patrimonio da capogiro, fatto più volte il presidente del Consiglio, schivato qualche condanna e ammaliato con le sue doti da ospite perfetto i capi di Stato più influenti.

Come potremmo quindi, noi, rendergli il giusto omaggio per il suo compleanno tondo tondo? Abbiamo pensato di fare un piccolo album dei ricordi, un catalogo (necessariamente breve e incompleto) di alcune sue famose performance.

Come quando dichiarò in maniera perentoria che non si sarebbe mai più seduto allo stesso tavolo con Umberto Bossi (invitato settimanalmente a cena ad Arcore...).



O come quando, nei panni del produttore cinematografico, cercò di ingaggiare un deputato europeo per la parte del kapò.



Come dimenticare il rapporto di amore-odio del Cavaliere con la lingua inglese? Ce l'ha illustrato efficacemente alle Nazioni Unite.



Ma ci ha tenuto a ribadirlo accanto al suo amico George W. Bush, esibendosi in un elogio della bandiera Usa («Nos onli e fleg ov e cauntri, bas is e iuniversal meseg of fridom ev dimocrasi»).



Negli ultimi anni Berlusconi ha avuto qualche problema con la sinistra italiana. Soprattutto con quella che governa i media.



Ma anche con quella "marmaglia" che nelle cabine elettorali sceglie in versante opposto.



Eppure lui ha restistito e perseverato, non si è fatto intimorire dalle provocazioni, neppure le più meschine.



E neppure si è irritato per le parodie più selvagge, forse stimolate dai suoi racconti da gran gigolò.



Lui ha retto finora e niente paura (hai letto bene!), a settant'anni «possiamo farcela anche questa volta».



































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categoria:politica, auguri, video, berlusconi
mercoledì, 27 settembre 2006
L'emozione (o la strizza?) gioca brutti scherzi anche ai piloti di Formula 1. Prendi Fernando Alonso: in un'intervista a Auto, motor und sport si lascia andare a dichiarazioni così confuse, che sembrano un'anticipata giustificazione per la temuta perdita del campionato.

Al giornale tedesco lo spagnolo ha detto: «Michael (Schumacher) ha solo questa possibilità per vincere il Mondiale, mentre io ho a disposizione molti anni». Va bene, ma lui ne ha già vinti sette ed è lanciato alla rincorsa di te che sei in testa quest'anno.

«Dopo il suo ritiro - ha aggiunto - il titolo avrà lo stesso valore». Come a dire che se quest'anno perdesse, potrebbe essere campione un'altra volta. E chi se ne importa se Schumi gli ha recuperato decine di punti in poche gare e potrebbe superarlo in volata...

Ma la chicca più divertente la riserva parlando del suo rapporto con la Ferrari: «Non mi ha mai cercato. Jean Todt non ha mai fatto un'offerta per me». Ma Alonso non cerca di fare la vittima e controbatte: «Tanto non ci sarei andato, preferisco correre con un'altra squadra e battere le rosse». Ottimo proposito, verrebbe da dire, peccato che Fernando metta avanti le mani e già si giustifichi: «Ho sempre l'impressione che la Ferrari sia sempre leggermente favorita rispetto alle altre scuderie».

C'è una cupola anche in Formula 1 o Alonso ha solo paura di perdere?
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categoria:formula 1, ferrari, alonso
venerdì, 22 settembre 2006
Una 12enne italiana è stata stuprata ieri in un piccolo centro alle porte di Bologna, da un gruppo di 20enni stranieri. La stampa e i blogger insorgono: "Stuprata dal branco", "Ennesimo dramma", “Non se ne può più”, “Facciamoci giustizia da soli”.

Le cose, come raccontato dalla vittima, sarebbero andate così: l’adolescente si trovava in un parco, quando un gruppetto di stranieri la circonda e la molesta. Il parco è pieno di gente ma nessuno vede nulla. Alla fine lei riesce a scappare, e sconvolta racconta tutto ai genitori, che a loro volta si precipitano dai carabinieri per sporgere denuncia. Inchiesta lampo: grazie all’identikit di uno degli aggressori fornito dalla ragazzina stessa, uno degli aggressori viene fermato nel giro di poche ore.

È un marocchino 20enne. Ora bisogna trovare gli altri. Gli esami clinici escludono che sia avvenuto un rapporto sessuale completo, ma l’adolescente sarebbe comunque stata costretta a subire violenza fisica. Certo, non è facile individuare i colpevoli: la testimonianza è quella di una vittima sconvolta. Anche gli abitanti del suo comune, Angola dell’Emilia, lo sono. Tanto che l’Amministrazione comunale organizza una fiaccolata.

La verità arriva poco tempo dopo, nella notte: la ragazza si è inventata tutto. L'accusato viene rilasciato. Niente aggressione di gruppo. È successo invece che la 12enne si è appartata in un boschetto vicino alla scuola con un coetaneo. Lì è stata sorpresa da alcuni compagni di scuola. Si è vergognata. È corsa a casa. Nel mentre ha incrociato un marocchino che passava di lì e ha cominciato a urlare. Poi la denuncia.
Ecco cos’è successo. Della smentita però leggo solo due righe su qualche giornale. Niente di più.
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venerdì, 15 settembre 2006

Le sviste, si sa, capitano a tutti. Soprattutto  quando si tratta di notizie dell'ultima ora particolarmente importanti, di edizioni straordinarie. Non è sempre facile trovare l'immagine giusta per una notizia, non sempre risulta felice l'accostamento.

Ma che proprio il Corriere, alla notizia della morte di Oriana Fallaci, accosti l'immagine di Sabina Guzzanti, sa proprio di blasfemo.

Come se Emilio Fede nel commentare la sconfitta di Berlusconi alle elezioni avesse mandato in sovraimpressione l'immagine della stessa Sabina nei panni dell'ex Premier.

O la Gazzetta, nel commentare il covinvolgimento di Lotito in Calciopoli, avesse pubblicato in prima pagina il faccione di Max Giusti.

Anche perchè in questo caso non si stava commentando un qualche j'accuse della scrittrice, di quelli in grado di scatenare inevitabili strascichi di polemiche e citazioni ( anche comiche) ma aihmè, il suo decesso.

Come minimo la scrittrice si sarà rivoltata un paio di volte nella tomba: "Quoque tu, Corriere, giornali mii..."

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lunedì, 04 settembre 2006

Gattuso for president, o magari ministro degli Esteri. Basta che non vada sprecato il suo talento. Mentre tutti si arrovellano sulla formazione migliore da mandare in campo contro la Francia, mentre il commissario Rossi pensa a una balia per il ct Donadoni (si è fatto il nome di Lippi, pensa un po' che novità!), mentre mezza Italia si chiede come riuscire a convincere Totti a tornare in Nazionale e a ignorare i capricci della signora Blasi... lui, Gennaro (detto Rino detto Ringhio) partorisce il seguente concetto: "Quando abbiamo perso l'Europeo a dieci minuti dalla fine non abbiamo fatto tutto questo casino. Mi sembra che loro siano più rosiconi di noi". Che dire? Gattuso, ti adoriamo.

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