Dato che sms ed e-mail fanno parte ormai della vita di tutti i giorni, almeno per noi europei, perché non tassare queste diffusissime forme di comunicazione? Il motivo di tanto zelo per spremere, per l'ennesima volta, i cittadini è quello di finanziare le casse dell'Unione Europea. Chi ha avuto questa brillante idea? Un politico, of course, questa volta un francese: l'eurodeputato Alain Lamassoure, del partito popolare. Come si i cittadini non fossero già abbastatanza tartassati. Certo che il ragionamento dell'eurodeputato non fa una piega e in fondo si tratta soltanto di noccioline per consumatori: basterebbero 1,5 centesimi su ogni SMS inviato e 0,00001 centesimo per ogni email spedita. Ma non si rende conto Lamassoure che se andasse in porto la sua iniziativo questa tassa porterebbe a un aumento piuttosto consistente, di costi già elevatissimi? Ma la vera chicca è un'altra: la tassa su ogni e-mail, un vera prima assoluta. E come se non bastasse questa tassa porterebbe a una revisione all'insù, anno dopo anno. Altro che manna, questa è una persecuzione! Senza contare gli eventuali problemi di "sovranità" nella riscossione della tassa: se un SMS viene spedito e ricevuto in un paese, la tassa verrebbe incamerata da quel paese. Se l'sms è invece diretto ad un utente di un altro paese europeo, la tassa andrebbe all'Unione stessa. L'assioma su cui si basa il ragionamento del parlamentare francese è semplice: siccome l'Unione ha prodotto benefici per tutti, tassare questi servizi significa finanziare la Ue, a tutto vantaggio dei cittadini". Mes compliments, Monsieur Lamassoure, continuez comme cela!
Clemente Mastella alla Giustizia. Non è questa l'unica cosa che mi fa venire il mal di pancia ora che leggo - freschi freschi sulle agenzie - i nomi dei ministri scelti dal neopremier Romano Prodi. La delusione più profonda arriva dalle promesse disattese: il leader dell'Unione aveva assicurato agli italiani che il suo esecutivo sarebbe stato formato almeno per il 33% da donne.
Niente di tutto questo. La prima lettura della maschilistissima lista è stato un lungo elenco di nomi maschili. Unica eccezione, Livia Turco, cui è stato affidato il ministero della Sanità. Per il resto i ministeri con portafogli, quelli che contano, vanno ancora una volta solo agli uomini. Anche i vicepremier - Rutelli e D'Alema, sono del sesso forte. Che dimostra ancora una volta che di quella forza fa uso per giocare a asso pigliatutto.
Qualche nome di donna c'è, ma tutte assegnatarie di ministeri senza portafoglio o di poltrone di secondo livello: Linda Lanzillotta (Affari regionali), Emma Bonino (Politiche Comunitarie), Barbara Pollastrini (Pari Opportunità), Giovanna Melandri (Giovani e Sport) e Rosi Bindi (Famiglia).
Niente di tutto questo. La prima lettura della maschilistissima lista è stato un lungo elenco di nomi maschili. Unica eccezione, Livia Turco, cui è stato affidato il ministero della Sanità. Per il resto i ministeri con portafogli, quelli che contano, vanno ancora una volta solo agli uomini. Anche i vicepremier - Rutelli e D'Alema, sono del sesso forte. Che dimostra ancora una volta che di quella forza fa uso per giocare a asso pigliatutto.
Qualche nome di donna c'è, ma tutte assegnatarie di ministeri senza portafoglio o di poltrone di secondo livello: Linda Lanzillotta (Affari regionali), Emma Bonino (Politiche Comunitarie), Barbara Pollastrini (Pari Opportunità), Giovanna Melandri (Giovani e Sport) e Rosi Bindi (Famiglia).
Complimenti, professor Prodi. Un'altra occasione mancata per dimostrare che il centrosinistra è diverso, è nuovo rispetto al passato. Ancora una volta oggi siamo andati controcorrente nei confronti di un'Europa più moderna dove Zapatero in Spagna ha nominato non solo la vicepremier donna, Maria Teresa Fernandez de la Vega, ma anche una squadra di governo con la metà dei ministri di sesso femminile. Controcorrente anche verso la Germania, dove si è tagliato di recente il traguardo del primo cancelliere tedesco donna, Angela Merkel, di colore politico lontano dal governo che ha vinto da noi, ahimè tocca dirlo. Complimenti, Prodi. Le donne di tutta Italia saranno pronte a girarle le spalle.





