Il Pentagono salva la Smith & Wesson dalla crisi
Clint Eastwood nella sua carriera di attore, tra western e polizieschi ne avrà utilizzate a manciate: piccole, medie, grandi a canna corta o lunga. Parliamo della Smith&Wesson celebre pistola e mito americano che da Jesse James al Vietnam fu una tra le armi più diffuse nel territorio Usa.
Da qualche tempo questo mito sembrava essersi appannato, soprattutto dopo che nel 2004 si venne a scoprire che il presidente della società, James Minder in passato con quelle armi fece molta “pratica”: Minder, infatti confessò di aver partecipato negli anni ’50 e ’60 ad almeno 8 rapine e fu destituito della vcarica. Se questo signore fosse alla Casa Bianca avrebbe già bombardato mezzo mondo? Ma siamo sicuri che questo signore non sia alla guida degli Stati Uniti?
Comunque, andiamo avanti, la notizia importante è che i posti di lavoro di tutti coloro che fabbricano pistole Smith&Wesson sono al sicuro, perché il Pentagono ha deciso di stipulare un mega contratto di fornitura per le forze di sicurezza afgane e di mettere, nuovamente nelle mani dei soldati americani, armi della S&W. Attualmente le forze Usa hanno in dotazione pistole Beretta.






È il vero protagonista della politica di questi giorni convulsi. Per due motivi. Il primo: da ieri è stato iscritto nel registro degli indagati dai magistrati milanesi che si occupano della scalata alla banca Antonveneta. Grillo è accusato di concorso in aggiotaggio. Il secondo, forse più interessante: nel 1994 fu lui a passare dal partito Popolare di Mino Martinazzoli in cui viene eletto, a Forza Italia, consegnando di fatto il Senato in mano al centrodestra che aveva bisogno di un solo seggio per essere maggioranza. Con la situazione di quasi parità che caratterizza oggi i due schieramenti, Luigi Grillo rappresenta quindi un esempio per molti neoeletti: il vero politico voltagabbana dei nostri tempi.
"C'è un dirigibile marrone senza elica e timone dentro me...". Così cantavano quei mattacchioni degli "Elio e le storie tese", ma questa mattina il dirigibile che faceva bella mostra di sé nei cieli di Milano, da San Siro alla Fiera, non era marrone. L'enorme suppostone era tutto blu. Sull'aerostato elettorale campeggiava una indicazione politica molto chiara: "Vota Lega Nord".