mercoledì, 29 marzo 2006
Non avesse fatto il regista, Moretti sarebbe stato un perfetto 007. O, in veste più istituzionale, un rigorosissimo Garante della privacy. Nessuno come lui riesce a cucire le bocche di amici, collaboratori, attori e perfino giornalisti. Ma sapete com'è il detto: "Amore e tosse non si possono nascondere".
D'accordo, che la messa fosse finita, tra Nanni e la moglie Silvia Nono, lo si sapeva da un pezzo. Del resto, già nel 2000 la lingua biforcuta di Dagospia raccontava con dovizia di particolari la loro crisi coniugale e ormai è persino banale dire che il tema della separazione svolto ne Il Caimano è autobiografico.
Ma quel che non si dice e che si sente solo sussurrare è ben altro. Insomma, voi l'avete visto il Grande Fustigatore ospite domenica scorsa da Fabio Fazio, a Che tempo che fa? Non pareva in grande spolvero, lo splendido cinquantenne, con un sorriso da parte a parte, ironico e divertito?
E non vi siete chiesti se per caso il buon Nanni non si fosse ingurgitato tutte le confezioni di capsule di papaya di Simona Ventura o se, piuttosto, non avesse trovato finalmente l'anima gemella?
Ma soprattutto: non vi si è accesa una lampadina quando Moretti ha detto a Fazio: "Il film sta andando benissimo e, se volete inquadrarla, Jasmine è qui in studio, tra il pubblico"?
Ora, le premesse sono note: lui, oggi 53enne, incontra la Trinca al liceo Virgilio di Roma, mentre sta cercando una coprotagonista per La stanza del figlio. Perché l'abbia scelta, a prima vista, nemmeno l'interessata sa dirlo: "Ti pare che uno come lui scioglie il mistero così?".
Appunto, ti pare? Ora la 24enne Jasmine, ormai parte del cast-ombra di Moretti come Silvio Orlando, è sempre più vicina al "suo" regista, tant'è che al Corriere ha dichiarato: "Ora mi parla anche di sé, credo di avere un rapporto privilegiato".
Ma quanto vicina? Le malelingue dicono che Moretti sia follemente innamorato di lei e che la loro relazione duri ormai da anni. Insomma, Nanni, che ha sempre amato il doppio ruolo regista-protagonista dei suoi film, starebbe mettendo in scena nella vita privata una di quelle classiche passioni tardive tra l'uomo maturo e la giovane donna che ha raccontato sul grande schermo. Nel ruolo "sbagliato", però. Lo ricordavamo ne La messa è finita, nelle vesti del prete che alza il volume della radio quando il padre gli racconta di aver perso la testa per un'altra diversa dalla madre e ora ce lo ritroviamo nei panni di uno che ha gettato la tonaca.
E dov'è finito il rigoroso Michele Apicella, che ascoltava al juke-box "Insieme a te non ci sto più" e annegava nella Nutella le delusioni dei rapporti a termine? Quello che in Bianca diceva: "A me piacciono le coppie felici (...), però non le seguo più quando fanno quegli errori cosí stupidi. Cominciano a dirti le bugie, poi si separano, poi ritornano a stare insieme però è troppo tardi, perché ormai sono feriti e cattivi e allora non li voglio più vedere. (...) Io decido di voler bene, scelgo; e quando scelgo è per sempre"? Per sempre: siamo sicuri, Nanni?
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venerdì, 24 marzo 2006

Se Berlusconi fosse un vino sarebbe un Franciacorta, Prodi un Lambrusco. Lo ha decretato il sondaggio su winenews.it, con tanto di perché:

Berlusconi e il Franciacorta: entrambi ''simboli'' della Lombardia, appaiono decisi, brillanti, effervescenti ed esuberanti. In alternativa altri vini griffati e famosi, che costano molto e sanno vendere bene la propria immagine, anche se sono destinati ad una elite ristretta di appassionati; o ancora a rossi e corposi - come il Brunello di Montalcino - "capaci di sorprendere anche nel corso della loro evoluzione".

Prodi e il Lambrusco: l'origine emiliano-romagnola che li accomuna e l'abbinamento naturale tra Lambrusco e Mortadella (appellattivo che lo stesso politico ha sempre mostrato di gradire, con una buona dose di auto-ironia). In alternativa è stato abbinato a vini da meditazione (il Passito di Pantelleria, il Marsala o il Porto) perché la sua aria paciosa induce alla calma e alla riflessione; o ancora a un grande rosso come il Chianti Classico, di struttura e lunga tradizione, o al Merlot, morbido, tranquillo e discreto.

Tralasciando vini al metanolo, vini in brick, o che sanno di tappo, che si può dire di Casini, Fini, Bertinotti e Fassino?

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venerdì, 17 marzo 2006

L'Alitalia, che non ha manco i soldi per piangere, si è comprata Volare, nonché Air Europe. Questa cosa è pazzesca.
La storia si trascina da qualche mese, dallo scorso gennaio. Il Tribunale di Roma aveva chiesto all'Alitalia di autosospendersi dalla gara per aggiudicarsi la compagnia low cost, sotto amministrazione controllata. Il gruppo di Cimoli aveva protestato, e lo stesso Tribunale la scorsa settimana decide di fare un passo indietro, raccogliendo il reclamo.
Oggi arriva la notizia che il Ministero della Attività Produttive ha dato il via libera al Commissario straordinario di Volare Group ad aggiudicare la gara per la vendita all'Alitalia.
Ora, la compravendita potrebbe andare a monte se:
- Alitalia cambiasse idea e decidesse di rinunciare
- L'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato o altri organi statali si svegliassero e decidessero di bloccare tutto.
Nel caso della seconda ipotesi si farebbe sotto la seconda in graduatoria, ossia l'Air One.
In ogni caso l'Alitalia sarà vincolata a mantenere le stesse attività imprenditoriali e gli stessi dipendenti per almeno due anni. E poi?

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martedì, 14 marzo 2006
Che succede quando la politica, per una volta, entra nella Chiesa o almeno in parrocchia? Che il parroco si rifiuta di benedire l'ulivo. Il parroco di Santa Maria Assunta a Castelnuovo di Porto ha deciso di applicare la par condicio anche sotto l'altare e di non benedire i rami di palme «per non dar l'idea che ci stiamo convertendo agli arabi», ha scritto in una lettera ai suoi parrocchiani. In cambio benedirà solo delle piccole croci, e ce ne saranno per tutti.

Don Paolo parla di un gesto che «vuole essere una denuncia e una provocazione per gli uomini politici italiani di oggi che senza colpo ferire ci hanno dissacrato la Settimana Santa e anche per tutti noi cristiani, vescovi compresi, che sonnolenti non ci accorgiamo più di niente. I musulmani per un fatto del genere avrebbero incendiato il Quirinale». Non pago precisa che dopo Sanremo piazzato proprio all'inizio dei Quaresima ora «ci manca solo che si faccia il concorso di Miss Italia nel Venerdi' Santo e il capolavoro laico è completo».
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domenica, 12 marzo 2006

Oggi Berlusconi sarà a "Mezz'ora" di Lucia Annunziata. Finora nei vari confronti ha resistito: nessuna piazzata, nessuna scenata, insomma, la lezione a Strasburgo sembra aver dato i suoi frutti. Perfino con Diliberto è filato tutto liscio. Ma non può durare per sempre... Prima o poi ci ricascherà di nuovo!

Nell'attesa ho letto sull'ultimo numero di Internazionale un estratto di "Citizen Berlusconi", il libro di Alexander Stille. Ecco la parte finale:

Silvio Berlusconi, come figura politica, può anche essere transitorio, ma il fenomeno Berlusconi con ogni probabilità è una realtà che non svanirà tanto facilmente. berlusocni a volte può anche sembrare uan caricatura, ma è un nostro riflesso in uno specchio deformante, un riflesso nel quale i nostri tratti, per quanto distori ed esagerati, sono perfettamente riconoscibili.

Manco a dirlo! Ore 14:55

"Lei è violenta. Lei sta approfittando della mia buona educazione. Lei ha dei pregiudizi nei miei confronti, per questo vado via. Questa cosa rimarrà come una macchia nella sua carriera professionale. Dovrebbe provare un po' di vergogna... E poi dicono che la Rai è controllata da me!". Una sgommata e via dagli studi Rai della Dear. Minuto 18esimo, secono più secondo meno.  Il premier, dopo averlo minacciato, se n'è andato sul serio. L'Annunziata, a suo giudizio, non lo faceva parlare, non gli faceva dire quante cose belle ha fatto quest governo continuando a parlare del passato (detto da lui che continua a presentarsi al cospetto dei leader della sinistra con i grafici a colori dei morti fatti dal comunismo nell'ultimo secolo in effetti fa un po' sorridere!). Che dire?


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giovedì, 09 marzo 2006
Le vie del Signore saranno infinite. Forse. Ma quelle della politica lo sono sicuramente di più. Basta leggere un articolo apparso sul Corriere per scoprire, oh suprema delizia, che la bella Rubino, al secolo Fiorella Ceccacci, si è sentita chiamare ad altri e più nobili compiti. Si è infatti candidata per Forza Italia nel collegio del Lazio. Il fascino della politica deve essere stato proprio irresistibile per convincere la dolce Rubino a traslocare con disinvoltura dal set con Tinto Brass al teatro per poi finalmente approdare sulla scena politica. Oppure si tratta semplicemente di una massiccia dose di trasformismo, in qual caso consiglierei piuttosto di spaziare nella scena di un circo, ma forse è pretendere troppo. Probabilmente quello che conta non è l'esperienza politica e nemmeno la personalità del candidato ma piuttosto il vecchio e classico trucco: essere una bella femmina. Beh, se si bada a quell'aspetto le credenziali di Fiorella Ceccacci sono proprio di serie A. Chi volesse scoprire - è proprio il caso di dirlo - chi è la bella guagliona, si faccia un giretto sul sito www.fiorellarubino.net. ma siamo sinceri Fiorella sa fare di meglio, e infatti lo ha saputo dimostrare con la sua ultradecennale carriera sul palco ricordando le scene a luci rosse girate al fianco di Tinto Brass. Mah, tutto questo ormai è il passato. Meglio guardare il futuro. E il futuro per la Rubino è forse in Parlamento...
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