venerdì, 24 febbraio 2006

Nel gran minestrone mediatico di sfide elettorali, olimpiadi e l'immancabile festival di Sanremo, che arriva puntualmente ogni anno tra l'influenza e il carnevale, un evergreen come Cogne non poteva certo mancare.
A parlarne è La Stampa di oggi, in prima pagina e degno di nota poco più della sigla della Fattoria (che si è presa la briga la cambiare un ritornello di Carosone reo di aver citato Allah), e quindi la lettura deve senz'altro meritare.

«Speriamo che non trovino l'arma» si sente dire in un'intercettazione telefonica il padre di Annamaria Franzoni, mentre in auto con la figlia e Stefano Lorenzi stanno andando a Bologna. In almeno altre due registrazioni si parla di un martellino da mettere nell'acido muriatico. «Gli buttiamo un martellino nel dosso» dice ancora Giorgio Franzoni riferendosi alla difficoltà di trovare l'arma del delitto. È il 5 marzo 2002.

Questo si sapeva, era saltato fuori durante il processo, lo stesso giorno che lei tra le lacrime aveva detto «condannatemi pure ma sono innocente». Il giudice aveva chiesto alla Franzoni di spiegare il perché di quella frase sul martello. E lei aveva risposto che non se la ricordava, che poteva essersi trattato di una battuta.

Si possono fare tutte le congetture possibili, compreso il fatto che ogni tanto i tre parlassero in dialetto anziché in italiano ma, scrive il giornalista, ma, sono "congetture che servono unicamente a invitare all'approfondimento: le registrazioni non sono mai state sbobinate".

Ma come non sono mai state sbobinate? Certo qualcosa è stato fatto, altrimenti non ne avrebbero parlato in tribunale a dicembre. Eppure, si legge nell'articolo, "Quei brogliacci sono stati dimenticati per anni, nel giudizio di primo grado non se n'è tenuto conto, accusa e difesa erano assolutamente impegnate a fronteggiarsi su consulenze di parte e perizia d'ufficio, pigiama, zoccoli e quant'altro. Con l'inizio dell'appello ha cominciato il procuratore generale Vittorio Corsi ad attingere a quelle carte".

In fondo all'articolo si dice anche che nei brogliacci, nelle intercettazioni, ricorre anche la buona conoscenza (forse una millanteria) di Pier Ferdinando Casini come uno dei politici cui chiedere aiuto. Tempo fa girava voce che Annamaria Franzoni fosse parente di Flavia Franzoni, la moglie di Prodi. Tutto falso, smentito anche da persone vicine alla dirette interessate. Alla faccia del par condicio.

postato da: blogghissimo alle ore 15:15 | Permalink | commenti (9)
categoria:cognefinora abbiamo solo giocato
giovedì, 23 febbraio 2006
Se qualcuno vi chiama per un'intervista telefonica, non riagganciate: l'esperienza potrebbe essere unica nel suo genere. Silvia Gambardella e Daniela Fasone hanno deciso, per fortuna nostra, di raccontarla all'Unità e a Ballarò e oggi ne parla anche Repubblica.

«Ma è proprio sicura di voler votare Prodi? Ma lo sa che Berlusconi ha aumentato i posti di lavoro? E lei dunque vuole scegliere ancora Prodi?»

«C'è stato un visibile miglioramento della sanità nazionale e questo non la convince a votare Berlusconi?»
domanda ancora l'intervistatore telefonico. Le domandine sono scritte su dei moduli precompilati, con un sacco di trucchetti e trabocchetti piazzati qua e là.

«Quando mi hanno chiesto per chi ho votato ho risposto: la sinistra. E loro: la destra? No, no, ho detto la sinistra. Capito? Facevano finta di aver sentito l'opposto ogni volta che la risposta non era favorevole a Berlusconi. E non penso fossero sordi».

Loro sono i sondaggisti americani ingaggiati da Berlusconi: Penn. Schoen&Berland.

Sondaggi taroccati dicono quelli di sinistra
Perché fare tanta fatica, dicono quelli di destra: «Basta cambiare le risposte e il gioco è fatto»
postato da: blogghissimo alle ore 11:35 | Permalink | commenti (35)
categoria:
martedì, 21 febbraio 2006

Stamattina hanno chiuso l'autostrada A1, tra Casalecchio di Reno e Sasso Marconi: nell'area di servizio a Cantagallo, c'era un uomo, un italiano sulla cinquantina, che diceva di avere addosso una cintura esplosiva. Alla fine si è arreso e non aveva neppure l'esplosivo.

Fatto sta che per dare l'impressione di avere una cintura esplosiva si è messo un cuscino sotto il giaccone. 'O mi ammazzate o mi faccio saltare'. All'inizio lo prendono poi la paura del terrorismo e dei fili elettrici che qualcuno pensa di aver visto uscire dalla giacca hanno fatto il resto. Risultato, autogrill evacquato, autostrada chiusa. E ora che facciamo? Iniziamo a guardarci attorno?

postato da: blogghissimo alle ore 08:41 | Permalink | commenti (20)
categoria:
lunedì, 20 febbraio 2006
Lo ha detto stamattina Marco Pannella in diretta a Radio Radicale. Da dieci anni era affetto da sclerosi laterale amiotrofica.

dal suo sito
Se tu fossi qui davanti a me, non potresti sentire la mia voce. Nove anni fa sono stato colpito dalla sclerosi laterale amiotrofica. E’ una malattia neuromuscolare oggi incurabile, che rende chi ne è colpito paralitico e incapace di parlare con la propria voce. Oggi, grazie alla scienza, posso di nuovo comunicare. Impiego mediamente 30 secondi per scrivere una parola, che poi verrà letta dal sintetizzatore vocale del computer grazie al quale posso parlare, esprimermi. In una parola, vivere. Le parole per me sono divenute una risorsa scarsa. Devo distillarle una per una, come una cosa preziosa. Eppure, ce ne sono mille che vorrei urlare. Per dare a migliaia di persone come me una speranza. Perché la ricerca che potrebbe salvarci non si fermi. C’era un tempo per i miracoli della fede. C’è un tempo per i miracoli della scienza. Un giorno il mio medico potrà, lo spero, dirmi: "Prova ad alzarti, perché forse cammini". Il fatto è che non ho molto tempo, non abbiamo molto tempo. E, tra una lacrima e un sorriso, le nostre dure esistenze non hanno bisogno degli anatemi dei fondamentalisti religiosi, ma del silenzio della libertà. Le nostre esistenze hanno bisogno di libertà per la ricerca scientifica. Ma non possono aspettare. Non possono aspettare le scuse di uno dei prossimi papi".
postato da: blogghissimo alle ore 10:46 | Permalink | commenti (2)
categoria:
giovedì, 09 febbraio 2006



Perché fra tanti grandi autori e interpreti proprio lei? Perché proprio Laura Pausini ha finito col rappresentare la musica italiano nel mondo? Io questo proprio non me lo spiego. Sicuramente è una grandissima cantante, ha una voce eccezionale e una semplicità e schiettezza d’animo che è difficile trovare ormai nel mondo dello showbiz. Ma a parte questo (e, sono d’accordo con i suoi estimatori, non è poco!) i testi (mi dispiace dirlo) sono davvero improponibili! E le musiche sono sempre uguali. Certo, ha vinto i Latin Grammy con il suo Best Latin Pop Album. D’altronde si sa che la sua musica va davvero forte in questi paesi. Ma se pensiamo a chi ha vinto prima di lei il premio, forse un pochino si rimane di stucco: Ennio Morricone nell’87, Nino Rota nel ’72 e Domenico Modugno nel ’58. Nomi che fanno venire i brividi per le opere straordinarie che hanno creato. Laura invece può contare solo sulla sua stupenda voce: ma perché i suoi collaboratori non l’aiutano a scrivere dei testi e delle musiche migliori? Capisco che possa piacere alle ragazzine e ai sentimentaloni. Anzi no, mi correggo: anch’io rientro in questa categoria, ma io adoro Vasco, quello  vecchia maniera, i Negrita, Ligabue (i primi dischi, poi il resto è solo una continua ripetizione) i Negramaro, gli Zero Assoluto, i Subsonica, i Tiromancino e tanti altri che sento molto più rappresentativi di un certo tipo di musica italiana. Cioè tutta un’altra categoria. Testi che sono testi, a volte poesie. Dico io: ma come ci si fa a riconoscere in una che parla quasi solo d’amore? E in quel modo poi. Mi vengono le carie solo a sentire la sua musica. Però lo so che non è (solo) colpa sua. Riuscirà un giorno a liberarsi da questo stereotipo? Speriamo: la sua voce merita di più! Però alla fine il Grammy l’ha vinto lei! Sarà forse perché non tutti capiscono le sue parole?

postato da: blogghissimo alle ore 09:57 | Permalink | commenti (24)
categoria:
mercoledì, 08 febbraio 2006

 

 

Calma! Contate fino a dieci, fatevi una doccia fredda, o una corsetta fino al parco più vicino prima di toccare la tastiera del pc. Ma soprattutto calmatevi! Leggendo le reazioni che le vignette satiriche hanno suscitato tra i bloggers viene da riflettere. E non mi riferisco tanto al merito della questione, la legittimità  dei giornali nel fare satira o a quella della risposta indignata del mondo musulmano o delle sue frange più radicali. Niente di tutto questo. Mi riferisco piuttosto alla qualità dei commenti. Ci si insulta, ci si offende, si fa un uso pornografico della violenza verbale (mi chiedo per quanto tempo ancora le righe di un testo riusciranno a contenere la violenza compressa nelle parole). A leggere i commenti inseriti sotto qualche post su Oriana Fallaci sembrerebbe di assistere a una versione hard di Porta a Porta, nei suoi momenti peggiori. Altro che wrestling! Quelli almeno fanno finta. Non mi urta la mancanza di bon ton nella scrittura, ma quella del pensiero, sì. A quello ci tengo.

Fa impressione leggere questi commenti:

“Vi agitate con inutili parole vuote ed empie, come galline nel cortile, noi parliamo con i fatti........... continuate a non capire per noi l'unica cosa che conta è ALLAH, morire per lui è giusto e la morte per noi è solo un passagio....questo è il nostro corraggio: io sono l'unico a firmarmi nome e cognome, voi solo con nomi stupidi perchè la paura albergia nei vostri cuori QU' RAN, Sura II, Al - Baqara, vers.67 "In verità per quelli che non credono, non fa differenza che tu li avverta oppure no: non crederanno. Allah ha posto un sigillo sui loro cuori e sulle loro orecchie e sui loro occhi c'è un velo; avranno un castigo immenso". RASSEGNATEVI E PorgeTE LA SACRA SOTTOMISSIONE, IL DESTINO DELL'EUROPA E' ISLAM, COME PER EGITTO, TUNIS, ALGHERIA, TUTTI PAESI CRISTIANI UNA VOLTA”

“Maometto è un fihlio di puttana e in quanto a te come è successo in Algeria gli invasori prima o poi verranno cacciati a calci nel culo stai tranquillo che se vuoi la guerra la avrai vi faremo scomparire con la bomba H grazie all'America maiale musulmano di merda”

“Noi ci alleiamo con Russia e USA e vi cacceremo giocando a calcio con le vostre teste”.

“Sono serbo e in aiuto ai fratelli italiani noi li agozziamo gli arabi”

“Cane infedele, siete rimasti pochi e sarete sempre meno...... oramai anche l'europa puttana è nostra e non potrete più nascondervi, questo tu lo sai bene, vero, conosci la nostra potenza sulla tua pelle, non come questi ragazzini europei che scrivono parole al vento senza conoscere. Il libano è nostro e voi non siete più nessuno, perchè ALLAH E' GRANDE. BEIRUT STA BRUCIANDO......”

“...rispondo a te cane rognoso che ti firmi Abdul Alì Abn Nahaz: se sei un italiano provocatore spero che ti venga un cancro al culo, se invece sei un mussulmano avresti dovuto firmarti bastardo lurido maiale senza madre; tu e la tua gente merdosa puzzolente sarete fatti fuori presto; questo è il volere del vostro schifoso dio come già è stato nei secoli passati: gli occidentali si stanno svegliando e ve la faranno pagare molto cara, brutti straccioni comandati da un branco di dittatori straricchi, che se ne sbattono del vostro libro sacro e vi mandano a esplodere in giro per il mondo; siete dei malati psicopatici, e il vostro profeta era un mentecatto che vi ha inculcato l'odio per le donne e per la vita, e l'invidia per chi è migliore di voi. La vostra religione è stupidità patologica, il vostro libro è carta da cesso, chi lo ha scritto un pervertito farneticante e chi lo legge un fobico; quello che voi chiamate dio, se esistesse sarebbe l'essere infimo in assoluto.”

postato da: blogghissimo alle ore 10:15 | Permalink | commenti
categoria:
lunedì, 06 febbraio 2006
Un articolo sull'ultimo numero del Venerdì di Repubblica ("Tu chiamali, se vuoi", di Attilio Giordano) la dice lunga sullo stato di malessere ormai palpabile e diffuso di clienti che hanno a che fare coi call center di varia natura. Penso però che di tutti i casi citati quello che ho personalmente vissuto qualche giorno fa sia imbattibile. Entusiasta del fatto che Trenitalia ha messo a disposizione un call center per prenotazioni e biglietti ho chiamato l'892021 al costo di 30 centesimi alla risposta e 54 centesimi al minuto (una bella sommetta se ci pensate). Dopo tre tentativi nei quali la linea è caduta proprio quando ero arrivato al "dunque", cioè al pagamento e alla conferma della tratta, sono riuscito a "concludere" la transazione urlando a squarciagola il numero della mia carta di credito perché l'operatore non riusciva a sentirmi dati i rumori di fondo dei suoi colleghi. Ma il bello è venuto il giorno dopo, quando ho dovuto fare un cambio di prenotazione. Anche in questo caso tre volte la linea è caduta e un operatore mi ha persino detto che il call center non è abilitato a fare cambi prenotazione ("Deve andare in stazione"). Sicuro che non fosse così (e infatti non è vero) ho riprovato e finalmente sono riuscito nell'intento dopo 28 minuti di conversazione, fatti i conti 15,42 euro di telefonata. L'sms richiesto di conferma non è mai arrivato. La email sì: è da lì che ho scoperto che ho pagato un biglietto per due adulti e non per un adulto e un bambino, come richiesto all'operatore. Il rimborso? Meglio lasciar perdere, rischierei di pagare di più per la telefonata!
postato da: blogghissimo alle ore 14:26 | Permalink | commenti (2)
categoria:
giovedì, 02 febbraio 2006

Al massimo un tiro al liceo, rapido e (più o meno) indolore, come la prima volta a letto. Un tiro solo però, perché poi la testa gira, le gambe tremano e soprattutto perché farsi uno spinello in fondo non fa immagine. Neanche a sinistra. Fausto Bertinotti non ha mai provato urrà per "avversione personale", Clemente Mastella perché "sono arrivato vergine al matrimonio, figuriamoci se mi drogavo", la temeraria Giovanna Melandri ha ammesso di aver fatto "qualche tiro al liceo" cosa di cui (udite udite) non si vergogna per niente. Per il resto solo una sfilza di "no" appena sussurrati, di sbigottiti "ma figuriamoci se", di scandalizzati "ma che domanda mi fa?". E pensare che persino suasobrietà Fini e suasantità Casini hanno ammesso davanti a microfoni e telecamere uno slancio cannarolo in gioventù. Ma non erano quelli del centrodestra i bigotti?

postato da: blogghissimo alle ore 11:12 | Permalink | commenti (31)
categoria:
mercoledì, 01 febbraio 2006

Erano mesi che non li si vedeva più urlare in tv. Con quell'aria un po' beffarda da chi ha capito tutto della vita. Ecco dov'erano finiti. O meglio, dov'erano finiti Alessandro e Riccardo Gaucci (presidente e vicepresidente del Perugia Calcio). Perché del capofamiglia, Luciano, si sa solo che è al sole di Santo Domingo. Intanto la Guardia di Finanza di Perugia ha arrestato i due figli. Secondo le prime indiscrezioni si ipotizza il reato di bancarotta fraudolenta.

 

postato da: blogghissimo alle ore 14:31 | Permalink | commenti (1)
categoria:
mercoledì, 01 febbraio 2006
Prima o poi doveva succedere che mettessero un trans nella casa del Grande Fratello. Ma poi alla fine sarà vero? Andiamo con ordine. Ieri sera a "Striscia la notizia" hanno mandato in onda un fuori onda di Platinette che, pensando nessuno la stesse filmando, ha detto testuali parole: "Quando si accorgeranno che quella lì è un trans?". E poi ha aggiunto: "Dai, a guardarla bene si vedeee". E ha bofonchiato qualcosa tipo che sarebbe successo "un disaster" una volta che il pubblico si fosse accorto. ORAAAAAA, dico io, è chiaro che la priorità di oggi è una e una sola: SCOPRIRE CHI DIAMINE E' IL TRANS DEL GF6! Escludendo la biondona che è appena uscita (Giovanna), rimangono un po' di fanciulle. Andiamo per eliminazione. Francesca non può essere: troppo oca, lineamenti delicati. Man Lo: manco a parlarne. Laura ha le tette troppo piccole (motivazione valida? voglio dire, se fossi un trans me le farei fare di una dimensione che almeno ne valga la pena). Rimangono: Elena, Simona e Leila. Escluderei Elena, così, a pelle. Rimangono le altre due. Da un sondaggio tra i colleghi ho capito che tutti scommetterebbero sull'italiana... Voi che dite?
postato da: blogghissimo alle ore 09:55 | Permalink | commenti (234)
categoria: