sabato, 31 dicembre 2005

Cominciamo. Vediamo...

Salviamo le dimissioni (volontarie?!) di Fazio, il calendario di Elena Santarelli, i gol di Luca Toni...

Non salviamo il flop del Referendum sulla fecondazione assistita, i reality in genere, Prodi e Berlusconi (quasi 140 anni in due)...

E voi?

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venerdì, 30 dicembre 2005

La trasparenza prima di tutto. Almeno così pare. Fatto sta che quella del governo Zapatero ha tutta l’aria di essere una bella iniziativa contro l’opacità che aleggia intorno alle questioni economiche dei parlamenti. Lo stipendio dei 350 deputati spagnoli verrà infatti pubblicato su Internet. E pare che in futuro ci potrebbe anche essere la possibilità di pubblicare i dati relativi ai gruppi parlamentari. Così tutti sapranno quanto prendono (legalmente) i politici spagnoli.

Cosa accadrebbe in Italia se un giorno venissero pubblicati gli stipendi dei nostri politici? Non so quanti rimarrebbero tranquilli seduti sulle proprie pensioni a guardare lo stato sociale che lentamente (lentamente?) si impoverisce mentre i portafogli di deputati & Co. si ingrossano a suon di bigliettoni, benefit e rimborsi spese. E parlo dei portafogli di tutti: destra, sinistra, centro. Lo so, lo so: è retorica la mia. Lo sanno tutti che di fronte a un aumento di stipendio i politici sono sempre d’accordo. Certo: gli stipendi alti servono perché chi amministra la cosa pubblica deve essere incorruttibile. E infatti abbiamo visto quanto siano stati e siano integerrimi i nostri politici!

Ma soprattutto: chi ci assicura che quello pubblicato è il “solo” stipendio che percepiscono i rappresentanti del popolo?

 

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venerdì, 23 dicembre 2005

Per dirla tutta: "Sono un fascista, ma non un razzista. Il saluto romano lo faccio perché è un saluto da camerata a camerati, è rivolto alla mia gente". Le penultime parole famose del calciatore-tifoso-politicante Paolo Di Canio. Penultime perché le ultime le ha scritte in un comunicato letto da un rappresentante del tifo laziale al cospetto di 500 spettatori (infreddoliti e canterini) che hanno partecipato al sit-in di protesta sotto le finestre della Federcalcio. "Ringrazio i tifosi - ha scritto Di Canio - così come ringrazio gli amici della Lazio che mi sono stati vicini in questo momento, per la solidarietà dimostrata per un gesto che per me è solo un gesto di appartenenza. Buon Natale, viva la libertà". Viva la libertà, parole sante. Per la cronaca, Di Canio ha annunciato che farà ricorso contro la decisione del Giudice sportivo (che lo ha squalificato per una giornata e gli ha inflitto 10mila euro di ammenda). Chi lo difenderà? L'avvocato bolognese Gabriele Bordoni, esponente della destra radicale e grande tifoso biancoceleste. Almeno a lui, non dovrà spiegare niente.

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